Quando l’artigianato diventa arte.

 

1. Nella tua bottega cosa crei e proponi ai clienti?

Nel mio laboratorio propongo un vasto assortimento di creazioni realizzate esclusivamente a mano, sperimentando le più diverse tecniche di ricamo e merletto provenienti dall’antica tradizione artistica artigianale umbra. Non solo tende, tovaglie o lenzuola ma anche oggetti di arredamento come scatole o lampade, di cui curo il delicato montaggio creando pezzi unici che emanano calore e preziosità.

 

2. Per quali motivi le tue creazioni sono uniche?

Ascoltando attentamente il cliente riesco a percepirne il gusto e le aspettative. Ecco quindi che vado a creare un prodotto esclusivo fatto su misura e su disegno del cliente. Nulla è fatto in serie perché tutto è rigorosamente fatto a mano.

 

3. Che materiali tratti e trasformi?

Hai un modo particolare per farlo? I materiali con cui lavoro sono sempre di altissima qualità e rigorosamente nazionali; dal lino che ricamo alle basi in legno dei paralumi che decoro. Ciò che caratterizza il mio lavoro? Sicuramente la passione che ci metto in ogni gesto, e in ogni lavoro.

 

4. Dove hai imparato e da quanto tempo fai questo lavoro?

Qualcuno raccoglierà il tuo patrimonio di conoscenze? Ricamo da quando ero bambina, negli anni poi ho seguito numerosi corsi per perfezionarmi. Ho imparato da una zia che viveva in casa, ricordo che l’unicinetto lo presi in mano in prima elementare. Perché tutto questo non venga dimenticato organizzo corsi di ricamo e merletto presso il mio laboratorio. Da qualche anno vado anche ad insegnare nelle scuole. Ritengo che divulgare e far capire il lavoro fatto a mano ci renda liberi e consapevoli quando si acquista. Tra le tante attività svolte ho anche pubblicato un libro sul macramè, un merletto a nodi molto particolare.

 

5. In quale modo la tua attività appartiene alla storia e alla tradizione della città?

Utilizzo tante tecniche che provengono proprio dalla tradizione umbra: il punto perugino per esempio.

 

6. Qual è il tuo modo personale di partecipare al futuro di Perugia?

Partecipando a numerose fiere porto con me il nome di Perugia. Frequentando le scuole cerco di far incuriosire anche i giovani per motivarli ad avvicinarsi a quest’artigianato che sa d’arte.

 

7. Cosa ti appassiona e cosa ti rende più orgoglioso/a di quello che fai?

Tutto quello che faccio è spinto da una grande passione e penso che Perugia possa vantarsi di avere un laboratorio come il mio che, in tanti viaggi per il mondo e per l’Italia, non ho mai trovato da nessun altra parte.

 

8. Qual è l’emozione più grande che vorresti comunicare a chi acquista una tua creazione?

Non tanto l’emozione dell’oggetto, ma quelle emozioni che si legheranno ad esso nel tempo. Un bavaglino ricamato, anche se per anni dimenticato in fondo ad un cassetto, non verrà mai buttato e quando rivedrà la luce sarà più bello di prima, perché porterà con se tanti ricordi ed emozioni.

 

9. Due parole a un cliente per convincerlo ad entrare nella tua bottega.

“Da me trovi professionalità e autenticità.” 10. Cosa dicono più spesso delle tue creazioni i tuoi clienti? Mi dicono che ho buon gusto, ed è forse il complimento che prediligo.

Anna Barola è presente su ArtiCity.it